Via Egiziaca a Pizzofalcone. Napoli

Una strada stretta. Il cielo azzurrissimo prende la forma dei palazzi, si divide in tanti spigoli, corridoi, ritagli.
Entra fra le sbarre dell’inferriata di un balcone, filtra tra le foglie.

Dai portoni scrostati, sgangherati, ricoperti di scritte e manifesti ormai strappati entrano ed escono persone, macchine, motorini.
Portano secchi, cassette d’acqua minerale, confezioni di tovaglioli di carta, sporte.

Passa una suora con una ragazza.

Le sedie sono allineate davanti alle porte.
A volte occupate, altre libere. Le donne sedute guardano.

La mattina dei Quartieri sembra un’eterna vacanza, ed il tempo sembra non avere nè senso né ritmo.
Ed i volti sembrano non conoscere la miseria eppure nascondono chissà quali storie…

Un ragazzo di colore cammina lentamente. Sigaretta bianca in mano ed un turbante giallo e nero sulla testa.
Sembra savana.

Un odore di sporco e detersivi mischiato insieme.
Tira un vento leggero.

Le strade hanno nomi antichi ed evocativi che non rispettano gli accordi del femminile e del maschile.
Così “Vico Solitaria” diventa non più una strada dove passa poca gente, ma la stradina di una donna che sfuggiva la compagnia.

Due marmocchi vanno verso i secchioni della spazzatura, portando a fatica cartoni.
Avranno 4 e 6 anni. Sono lenti e confusi.
Il più piccolo si aggrappa al braccio dell’altro e si misura.
Gli arriva a malapena alle spalle.

Contromano il corteo di una sposa, preceduto da una mercedes nera infiocchettata di bianco, quasi si scontra con una vespa.

Qualche panno steso, ma oggi è sabato e non è giorno di bucato.

Le scarpe le hanno tutti e ci tengono: improbabili stivaletti di gros grain, grosse scarpe da tennis, mocassini indossati senza calze… Le donne sono quasi tutte in pantofole estive.

La strada è un salotto o, meglio, il tinello ove trascorrere la giornata.
Passano i garzoni con le ceste sulla testa.

Napoli resta solo Napoli dove le bambine già sono impertinenti e sorridono ai ragazzini più grandi.

Sul muro si staglia l’ombra ondeggiante di un lenzuolo come la quinta di un grande spettacolo.

3 Risposte a “Via Egiziaca a Pizzofalcone. Napoli”

  1. Emma Massei Dice:

    Rara e preziosa la tua prosa! Dio come scrivi bene!
    Quelle sceltissime parole lasciano impressa nella memoria un’immagine che si srotola via via come un film.
    Non so nemmeno chi sei, (Isabella…il nome di mia madre) sono entrata per caso inseguendo l’immagine della strada di Napoli!
    Ciao. Complimenti!
    Emma

  2. Complimenti.
    Io risiedo in via egiziaca a pizzo falcone da 21 anni.
    Non so come tu abbia fatto a descrivere cosi dettagliatamente questo vico, non so se vivi in questo vico , ma é propio cosi…….

    • Ciao Pako, scusa se ti leggo solo ora… no, non vivo a Pizzofalcone ma ho lavorato (teatro) molto spesso molti anni fa da quelle parti con Pasquale della Monaco che come forse saprai ha lo studio alle Rampe.
      Spesso ho fatto spettacoli al Castello (prima che tornasse in rovina) ed ogni volta che mi spostavo verso il centro passavo per Via Egiziaca, così ho osservato, mi sono estasiata e ho raccontato…
      Spero che le cose m,igliori restino!

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