Fa caldo
Il caldo colava lungo l’orizzonte sciogliendo l’aria in rivoli che distorcevano lo sguardo.
Il caldo del sud penetrava attraverso i vestiti, mentre la noia, che tutto sovrasta, affondava i corpi nel desiderio. Noia del sud, indolente ed assassina e saggia.
Si sdraiò esausta poggiando le gambe sullo schienale del grande divano, il vestito nero a fiori scivolò scoprendole le gambe.
Lui la guardò compiaciuto mentre le mani cercavano gli slip di pizzo bordeaux ed oro che caddero a terra come il vestito. Infine le sollevò il reggiseno liberando i grandi seni che si offrirono alle sue labbra per essere baciati, succhiati, morsi.
Persa in quell’abbraccio, lo raggiunse con le dita, percorrendo il suo petto in una carezza che, partendo dalla punta dalle unghie, proseguì fino a riempirle le mani e poi la lingua che passò lievemente sul torace e sui capezzoli.
Le sue mani scendevano, sempre più stupite, verso ciò che l’attendeva.
Duro immenso, svettante, bollente.
Si inginocchiò davanti a tanta bellezza e lo sfiorò con la bocca; poi ebbe un fremito nel desiderio di accoglierlo.
Fu allora che lui le aperse le gambe, toccandola sempre più profondamente.
Era completamente soggiogata e non desiderava altro che accogliere quel dono stupendo; non chiedeva altro che di essere presa, aperta, sconvolta da quell’uomo così infinitamente sensuale.
Le sollevò le gambe e con un colpo entrò in lei senza alcuno sforzo.
Sentì una sensazione nuova: essere completamente conquistata e si strinse attorno a quell’obelisco di carne.
Avrebbe voluto essere il fodero di una spada per poterlo tenere sempre dentro di sè.
Il caldo li sciolse in rivoli di sudore, la pelle scivolava e sapeva di sale.
Si lasciò andare sotto i suoi colpi mentre tutto attorno si trasformava, tutto andava confondendosi: la stanza, la luce che filtrava dalla persiana semichiusa, il caldo come in una danza, una spirale di gocce di sudore che la trascinava via; lo stomaco che si stringeva, il respiro che si spezzava ed un piacere nuovo… no, non finire piacere immenso, cresci, cresci ancora, non arrivare al culmine.
Poi, come se qualcosa dentro di lei si sganciasse, un fiume, una cascata, un volo si riversò fuori di lei, trasformandola in una corrente infinita.
Avrebbe voluto stringersi attorno al suo corpo, ma lui si staccò chiedendole di fargli sentire la sua bocca.
Lo guardò, sempre più grande, scuro, liscio ed invitante; iniziò ad accarezzargli le cosce possenti, poi risalì con la lingua lungo l’asta, avvolgendola. Infine cominciò a succhiarlo mentre il desiderio di nuovo le saliva lungo i fianchi e lui la istigava con la voce calda e rotta dal piacere.
Sembrava essere su una linea di confine: cominciò a muoversi velocemente accarezzandole le guance ed eccitandosi sempre di più.
Alla fine esplose, un fiotto si sperma caldo e dal sapore delizioso si sparse sulla sua lingua.
Ebbe l’impressione che fosse lui il suo primo, vero uomo.
Aveva voglia di sentirsi una cosa sua, di sottomettersi completamente, come non le era mai successo prima, come non le sarebbe mai più successo, con nessun altro.