Festival delle letterature

In un paese in cui gli analfabeti rappresentano il 66% della popolazione è quasi incredibile il proliferare di libri, librerie, biblioteche, festival, fiere e mostre sulla lettura.

Incredibile e fantastico. Ed inesauribile fonte di possibilità.
Scrivere sembra essere il principale hobby degli italiani: poesie, pensieri, sms accorati, biglietti d’augurio, lettere d’amore, post-it.

Tutti scrivono.
Davvero in pochi leggono.

Ed allora evviva il Festival delle Letterature di Pescara, che mesola parole, suoni ed autori; che si incuriosisce di scritture semi sconosciute e scrittori migranti, che ci riporta l’eco di necessità dimenticate negli anni settanta con la giornata dedicata alla “Narrazione della Periferia”.

Folgorante intuizione lo spazio dedicato alla rete, ai bit, ai geni (in qualunque senso li si intendano): “Corde” dalle quali forse escono dolci melodie, ma che a me piace pensare come cordami, gomene,griselle, ormeggi, sagole, sartie, funi marinare per veleggiare on line.

Giovedì dalle 18, per la giornata curata da Manuela Ardingo ci saranno letture “Di Blog in Blog” alle quali -forse- parteciperò; il testo di Mardin “Troppe volte zero, baby non vuol dire uno” lettura musicata di una blogger capace di usare la parola come plastilina per forgiare una scrittura rara che rappresenta anime ed esperienze.
Di seguito, per la sezione dei Geni avremo Effe, poliedrico e generoso e Roberto Grassilli a confronto sui codici delle scritture (in) visibili. Ovvero quelle che ci sono anche se tardano a comparire; il dibattito con Loredana Lipperini e Giuseppe Granieri sul tema “La rete e la democrazia letteraria”.

Ed infine la lettura scenica di “Groppi d’amore nella scuraglia” di Tiziano Scarpa che poi incontrerà il pubblico del Festival.

Una serata da non perdere.

Lascia un commento