Il mare dell’India

 

Davanti a me intuisco l’Oceano. Il rumore e l’odore arrivano sulla terrazza di questa notte indiana, come sempre piena di stelle.
Stelle di un altro emisfero, stelle sconosciute, per un cielo che sembra il manto della Regina della Notte.

Di fronte una casa indiana sorge dal nulla, è l’unica luce che brilla in questa sera.
Ricordi, desideri, semplicità. Tutto fluisce, qui, tutto scorre alla velocità necessaria. Mai troppo lenta, mai troppo veloce.
I giorni hanno il loro ritmo, le ore la loro lunghezza. Ed il tramonto è intenso e rapido. Poi tutto piomba nell’oscurità.

L’alba torna di nuovo, presente, luminosissima.
Onde altissime s’infrangono alla riva.
Sono uscite delle barchette leggere che prendono il mare con un’agilità incredibile. Poco più di un tronco appena scavato.
Ma prima di partire, dalla riva i pescatori tendono con forza le corde e aspettano che la corrente sia favorevole, e l’onda sia quella giusta.

Sulle onde più alte, a largo, si rispecchia il sole. E’ tutto un brillio di verdi ed azzurri, la schiuma e la sabbia che torna a riva a banchi, rovesciata con forza trascinante.

Sulla riva passano donne cariche di cesti di paglia. Bellissime nei loro stracci colorati, con gli anellini dorati al naso e la pelle nera come cioccolata.

Il sole avvolge come una coperta, le barche, leggere, scalano le onde ed i movimenti dei pescatori che sfidano la corrente sembrano una danza ancestrale; i remi affondano nell’acqua e poi scompaiono. Come in un abbraccio.

Hanno tirato le reti: pesci lunghi e argentati, reti nere.
Il cielo s’è fatto nuvoloso, le donne ora portano enormi fascine sulla testa ed ondeggiano, erotiche, sotto il peso.

Passa una bicletta coperta di reti e di ceste.
Cambiano ad ogni passo i colori, gli odori, i suoni.

E’ l’India.

la foto è di Riccardo Riva

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