Il tempo, la scrittura
Ho sempre scritto per ricordare. La memoria legata a qualcosa di palpabile, tattile, concreto. Mai affidata alla sola mente così vaga e labile.
La memoria fatta di oggetti come tessere di un puzzle che all’improvviso -succede, sì- non servono più a nulla.
Non significano più nulla.
Non suscitano più alcun ricordo.
A volte ho scritto per uccidere.
Per tagliare via da me legami inscindibili; per rendere altro da me storie vissute, persone amate, tradimenti e cambiamenti.
Il più delle volte ho scritto per capire.
Per comprendermi, per cercare di arrivare al cuore; per entrare in quella foresta fatta di nodi e di perché.
Ed ho riempito pagine e pagine ed ancora centinaia di pagine con sempre le stesse domande.
Da decenni.
Domande che sembrano non avere risposte.
Il blog. Ovvero la ricerca della perfezione.
Nella scrittura, almeno.
Perfetta nel bene e nel male. Comprensibile da tutti e da tutti amabile.
Ma sempre con la paura di dispiacere qualcuno, con lo sguardo furtivo di chi sa che quello che scrive potrà essere usato contro di lei.
Mi consola la certezza che il blog è fatto della stessa sostanza del tempo: momenti che rotolano via; certezze che si sostiutiscono a paure; paure che fanno esplodere la pazienza.
Per poi dimenticare.
Per poi ricominciare.
Lenite le ferite dal grande balsamo del tempo che passa. A dispetto di ogni attesa.
E poi basta.
Perché nella scrittura è l’imperfezione, come nell’arte e nella vita. Ed a volte perfino nella musica e nella matematica…
Ed allora si cambia.
Non so quanto, sarà tutto da scoprire.
A volte basta prendere il flusso degli accadimenti per mandare all’aria tutti i progetti e gli schemi.
Quest’esercizio fa bene all’anima ed alla pelle.
Ringiovanisce e rende elastici i muscoli ed i pensieri.
Pagine e pagine di appunti: “li scriverò domani”, s’ammucchiano l’uno sull’altro senza mai entrare in scena.
A volte si confondono.
Le storie si scambiano i personaggi ed io non le riconosco più.
Meglio cominciare un altro pentagramma di parole.
Forse non troverete suoni diversi. Il senso sta nel raccontare.
Non nel costruire il racconto. Con più semplicità.
Speriamo.
