Could we start again, please

Potremmo ricominciare?
Cancellare anni e scoperte, dimenticare paure e terrori.

Tu, il maschio intrigante, divertente, che promette un mondo nuovo.
Io la seduttrice, l’acqua di mare che travolge.
Le notti passate on line, la rabbia, la volgarità e la crudeltà ingredienti mai compresi di una passione consumata negli angoli assolati di una terra del sud fra un selz al mandarino ed un chiaro di luna.

Potremmo ricominciare?
Ritrovare le ansie e le paure dei primi, grandi, infiniti amori.

Le trasgressioni alla tua vita blindata in quella discoteca color viola dove non mi hai mai baciata o gli incontri nella libreria del centro quando dominava su tutto la paura e fra i libri ti annunciavano le canne delle pistole della tua scorta.
Ed era prima, molto prima della nostra prima volta ed anni luce prima della tua morte assurda e stupida come tutte le morti.

Potremmo ricominciare?
Ritrovare la paura di essere ingannata o abbandonata e la capacità di inventare amori, cieca all’amore reale, terrorizzata dall’altrui desiderio, il solo capace di accendermi.

Tu che potevi essere mio padre, io che giocavo alla gran dama dell’Orient Express; e quella taverna di Atene che profumava di vino rosè mentre parlavamo fitto fitto in francese del Don Giovanni e dell’arte ed inaspettatamente tu mi chiamavi “la vita”, e me lo ripetevi ancora sulla carta da lettere, sulle cartoline e sui biglietti in pergamena ornata di colori rinascimentali che mi spedivi dalle tappe di un tardivo viaggio d’iniziazione in Italia quando, ebbro di antichità e di desiderio, mi hai vista sfuggirti dalle braccia e dagli occhi.

Potremmo ricominciare?
La capacità di perdermi negli odori dei mondi nuovi.

Rievocare l’India e quel sari rosso come il fuoco la sera che, impazzito d’amore cominciasti a renderti ridicolo come un ubriaco urlando al microfono (invece di cantare la tue canzoni sacre) il nome con cui m’avevi appena chiamata: Shanti, la Pace.

Potremmo ricominciare?
Vorrei ricominciare, tornare indietro, fare come se non fossero mai passati i dubbi e le paure, come se non si fossero già riempite tutte le caselle.

Come se non fosse rimasta vitale, tenace ed indistruttibile solo la certezza di credere in milioni di altre vite.

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