Il Corpo Ingiusto

Non ci riusciamo più dopo tutti questi anni e tutta questa confusione.Se sei grassa è colpa tua perché non ti sai moderare.
E’ il messaggio principale, che passa da sempre.

Ma non basta, perchè col tempo e con il dilagare, addirittura sociale del problema, si aggiungono ogni giorno nuovi messaggi uguali e contrari:
lo sei perché hai problemi psicologici,
lo sei perché mangiamo cibi cattivi,
lo sei perché non ti muovi,
lo sei perché sei stressata,
lo sei perchè hai il metabolismo lento,
lo sei perché mangi disordinatamente,
perché mangi poco,
perché mangi troppo,

perchè sei vicina alla menopausa,
perchè fai poco sesso,
perchè è colpa di tua madre, del tuo ragazzo, dei giornali, della TV, delle modelle…Resta il fatto che, qualunque compromesso riusciamo a fare con la nostra immagine, continueremo realmente a non poterci vestire e quando proveremo un abito sarà sempre un dolore lancinante, capace di trapassarci l’anima e metterci in guerra con l’intero universo.

Resta il fatto che abbiamo di moi un’immagine interiore troppo magra per resistere agli orribili tagli obliqui dei modelli di Donna Enrica, ma anche a quelli di Ferrone Più o di Anisette che puntano sugli strati e sugli orpelli, sui maculati e sugli ori per dare un’idea di dinamismo e allegria che, mascherandoci da ballerine di circo, possa farci dimenticare le dimensioni…

Perchè siamo noi a doverle superare, lo sappiamo bene. Gli altri, quasi sempre, non ci fanno poi tutto questo caso. Dicono che stiamo bene, che siamo sorridenti e piacciamo… E poi, alla vostra età avreste dovuto superare il problema!
Anzi, dovreste riderne!

Ma da quale sistema solare arriva tutta questa gente?
Ma non lo sanno che quando si comincia ad invecchiare il problema diventa irrisolvibile? Non ci hanno mai fatto caso che, a vent’anni ogni pezzo è (gravitazionalmente parlando) al suo posto, anche se dilatato, mentre nel crollo progressivo dei sostegni muscolari ed epidermici crolla anche la ciccia?

E non ci consola per niente sapere che una buona fetta del mercato pornografico è basato proprio sulle BBW, sulle plumpy e sulle fat.
Anzi, ci fa anche un po’ senso scoprire che rappresentiamo una notevole massa di perversione…
Quando per punizione, assai più che per statistica, facciamo un excursus su quei siti, fra pance debordanti da slippini rossi che s’arrotolano disgustosamente sotto la massa informe e reggicalze tesi allo spasimo su cosce più grosse anche dei prosciutti di Parma…

Che agli uomini piaccia la carne, anche tanta, è una realtà.
E non è questo certo che ci manca.

Non ci riconosciamo.
Ci guardiamo allo specchio e vediamo un’altra persona.
Anche se abbiamo imparato a credere che tutto dipenda soprattutto da come ci si sente, in fondo non ci crediamo abbastanza.

O non ci crediamo davvero.E’ facile catalizzare sull’aspetto tutte le difficoltà, le nevrosi, i fallimenti, le ansie e le delusioni.
E’ talmente facile che lo fanno quotidianamente tutte le devote di Ana e Mia.

Ma noi, confuse da informazioni che nulla hanno a che vedere con la nostra vita, con il nostro corpo, con le necessità, le svogliatezze e gli anni che passano, ma che ci arrivano da ovunque e si mescolano, e s’impastano fino a servirci regole insensate, sappiamo solo che lo specchio ci rimanda un’immagine che non siamo.

E portiamo con noi una percezione di noi stesse che non ha più niente a che vedere con la seduttività o con la sicurezza, ma soltanto con quello cui abbiamo deciso di credere o di non credere; con le verità che abbiamo accettato come realtà, con l’oblio della nostra interezza e dei nostri desideri reali, che troppo spesso confondiamo con quel che riteniamo sia “la cosa giusta”.

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