Contro le cose perbene

Argentina. Un frammento di anni 30 e di quotidianità.
Un luogo antico, sbucciato, dalla patina di polvere e luce fioca dove ballare il tango.Storie di tutti gli amori, di molti paesi dell’immaginazione e degli sguardi liberi.Ci sono voci che mi prendono il cuore, che mi mandano in un’estasi che mi fa gola e mi fa sorridere.

Io non sono mai riuscita ad amare le cose perbene.
Le mie passioni sono ancora per i bassifondi, gli angiporti, le culture obliate, il Sud.
Al sud della mia terra e di tutte le terre.

Sono per i diseredati, gli emarginati, i froci, i travestiti, i marinai, le puttane, gli attori (falliti), le ballerine di lap dance e quelle dei bistrot. A tutto ciò che mi ricorda il dolore e la passione della guerra, la capacità di sopravvivere, la decadenza dei costumi.
Gli inizi dell’ultimo secolo.

Trovare queste sensazioni in ogni posto in cui è possibile.
Ancora possibile.

Per mangiare in strada; per i carciofi che fumano su un braciere da vanti ad un negozio chic; per le luci al neon che ricordano tanto l’India e mettono addosso un senso di attesa e di precario e colorano gli ambienti di un freddo distacco, malato come una sala d’attesa di un ambulatorio antico e scrostato che pure riempie il cuore di domande e di attese.

Attesa di vedere personaggi straordinari inquadrati dalla luce azzurrognola, ansia di vedere macchie, insetti, oggetti rotti, avanzi di cibo.
E viverlo dentro, senza il conforto di tornare altrove, perchè tutto questo è così lontano dal disgusto e sa di stupore, di battito accelerato del cuore, di qualcosa che proviene dal sogno e non si può dimenticare.

8 Risposte a “Contro le cose perbene”

  1. Anonymous Dice:

    Ora capisco perchè ci siamo ridotti così…c’è chi esalta le brutture della vita!

  2. Anonymous Dice:

    …scusami, forse non ho capito bene.Era ironizzare su chi vive
    ai margini della società?
    Ma non lo trovo carino neppure qst.

  3. Mareprofondo Dice:

    Si, il mondo si capisce meglio osservando devianza e marginalità.

    Viene da sè amare gli ultimi, se non si ha troppa paura di finirvi in mezzo.

    Dal mio punto di vista, però, il mondo va cambiato, non contemplato e lasciato com’è.

    ;-)

  4. isabellamoroni Dice:

    anonimoin primo luogo mi farebbe piacere che chi entra qui avesse un volto.Forse sei un po’ prevenuto.Non c’è ironia nelle mie parole e questo mi sembra evidente.Però, siccome sono una davvero vecchia ragazza, ho una grande passione per tutto ciò che ha formato la mia sensibilità. Letterariamente ed umanamente.Come Jean Genet, ad esempio, il Leonard Cohen di “Suzanne”, per i detenuti con i quali ho lavorato per alcuni anni, o come le necessità degli homeless per i quali ho co-realizzato uno spettacolo teatrale che non è finto e svergognato come -che so-”Zorro” della Mazzantini.Adoro davvero tutto ciò che è considerato dalla massa come qualcosa da epurare, da far diventare migliore, buono e normale.Perchè sono i detentori della libertà reale: quella degli occhi e quella dell’anima.Perchè sono quelli che attraverso il dolore, le ferite, la lontananza e l’emarginazione possono insegnare il senso della vita a chio crede che la vita giusta sia quella tutelata.Io sono sempre stata per gli ultimi, per chi ha il viso e le mani sporche dei rifiuti delle persone perbene.E sarò sempre dalla parte di chi è nel fango perchè so con certezza e per averlo sperimentato sulla mia pelle che sono vittime. Credimi vi stanno facendo il lavaggio del cervello con la difesa e la sicurezza.Vi state mettendo da soli in una prigione senza sbarre.Io non ci sto.

  5. isabellamoroni Dice:

    maresono d’accordo con te.Il mondo va cambiato.Nel mio piccolo ci provo da molti decenni.In primo luogo non difendendomi, ma cercando di comprendere cosa è frutto di una cattiva società e cosa del disprezzo per i propri simili.Non nego di avere un grande sentimento romantico nei confronti “degli umili e degli straccioni” come avrebbe detto De Andrè.E come ho detto, Genet, Cohen, De Andrè ed altri poeti e poetesse maledette sono stati il mio cibo.Ma non mi sono mai limitata a sognarle queste realtà: ho davvero vissuto con travestiti e puttane, con detenuti e matti, con i barboni e non per portare loro panini freddi o solidarietà, ma per dividere (per quanto può essere possibile) la realtà.Bacio

  6. Anonymous Dice:

    i libri si mettono appunto in disordine intellettale !hai dimenticato dentro il frigo vasuneddi

  7. francescp Dice:

    aggiungimi e ti faro vedere una cosa spaventosa

  8. dammi un link, potrebbe anche essere interessante aggiungerti.

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