Scelte
Porta un nome antico ed è scavata come un legno scolpito, rigida. Semplice.
Sembra aver abbandonato ogni sensualità per stanchezza, per alzare le braccia, per non resistere più agli scherzi terribili della vita.Sembra una finta bambina che viva nella favola di un mondo che le sia accanisce contro.
A tratti gioca con le parole che maneggia con cura ed allora assomiglia ad una scheggia, ad una freccia lanciata da un arciere provetto.
A tratti cade in un mondo sconosciuto.
Sempre t’ascolta e di sé non parla e ti mette in imbarazzo perché tu vorresti portarcela in questo viaggio a ritroso, in una vita passata. Per costringerla ai ricordi che ha distrutto per ricordare soltanto quello che è giusto ricordare.
A dire il vero vorresti portarla nella vita e basta. Ma poi t’accorgi che tu la vita l’hai vissuta boccone per boccone e lei chissà dov’era.
E poi t’accorgi che tu, però, non l’hai goduta né capita poi troppo questa vita, mentre lei è rimasta sempre lì.
Ancorata ai ricordi decisi e all’oblio costruito.
E ti chiedi se può, o forse deve insegnarti qualcosa.
Magari soltanto a saper scegliere. Fra il trattenere ed il lasciare andare.
A scegliere quello che ami e quel che ti serve davvero.