Chi ricorda Biba boutique delle meraviglie?
Dieci anni o poco più di gusto, di innovazione e di “perdizione” nella swinging London degli anni 60-70… una boutique emozionante come uno scrigno delle meraviglie: Biba
Per chi non c’era, Biba era un grande magazzino come da noi non se ne erano mai visti, ma che aveva uno stile completamente a sè anche nella patria degli Harrod’s.
Attorno esplodevano minigonne, micropull, oblò di plastica trasparente, zampe d’elefante e maxigonne a bande verticali bicolori, all’interno dei sei infiniti piani di Biba ci si perdeva come in un raffinato postribolo liberty.
Sotto il marchio dorato in stile floreale che si ripeteva, prezioso, anche sulle etichette dei capi, sui makeup e sugli oggetti d’arredo (e, diciamocelo, esibire loghi non era considerato affatto di buon gusto) il pensiero di Biba si diffondeva come un virus fra attori e musicisti come David Bowie, Brigitte Bardot, Mick Jagger, Mia Farrow e Raquel Welch, ma soprattutto fra quelle “ragazza degli anni ‘70″ che avevano fatto della curiosità, della diversità e della ricerca di cose straordinarie il loro modo di vita.
Da Biba in Kensington High Street (per caso nacque qui la cover di Patty Pravo “I Giardini di Kensington?) ho scoperto il colore viola polveroso che ancora m’accompagna come un talismano, ho capovolto ogni teoria sui bagni pubblici trovando toilettes arredate con divanetti di pelle e decorate con piume di struzzo; ho inventato la mia fantasia già così legata al ‘900, immaginando vite parallele fra le pareti nere, le lampade art decò, i divani maculati, le montagne di cuscini di velluto devorè.
Forse, quando vi sono entrata per la prima volta, già Biba non era più il punto d’incontro dei Rolling Stones, nè Twiggy sedeva ad ascoltare le band suonare dal vivo nella sala concerti, forse l’anno successivo sarebbe finita la sua favola, ma la moltitudine di oggetti sconosciuti ed introvabili, le fantasie optical, il disordine affascinante che conduceva a scoprire, nascosti fra le tuniche, grandi foulard, lunghi abiti dalle profonde scollature quadrate, profumi ed essenze indiane racchiuse in fiale dannunziane, bijoux, biscotti, fagioli e detersivi erano lì pronti per far volare via e per far sentire un’intera generazione all’interno di un’esperienza.
Tutto da Biba era nuovo, tutto sarebbe diventato, in breve tempo, un marketing comune; tutto era disegnato da Barbara Hulanicki e nulla avrebbe più lasciato una traccia così romantica e appassionata come quella del look di Biba.
Quest’autunno dicono che ne avremo un assaggio od un ricordo in un marchio di borse dai colori prugna, rosa antico, nero e crema, blu scuro e grigio che -dicono- faranno rivivere lo spirito degli anni ‘70… ma non basteranno a rendere la vitalità, gli ideali e la sensazione di quell’ingovernabile libertà che ne era l’anima.

30 Luglio 2008 a 9:59 am
Gentile Isabella, complimenti per il tuo blog che mi ha riportato a Londra, citta’ che mi e’ piaciuta molto. Non cosi’ la Scozia, davvero una delusione.
Cari saluti da Sebastiano
2 Agosto 2008 a 11:43 am
biba un piccolo negozio magico ,minigonne trucchi profumi ma soprattutto entusiasmo per la libertà non solo creativa c’ero nel 1969ho ancora una bottiglia nera con il”logo”(chi usava questa parola allora?)siamo tornate a Roma grasse o magre con un nuovo look ;totalmente proiettate nel futuro ..con la testa non solo col vestito .
2 Agosto 2008 a 5:55 pm
d.eller
io ho invece ancora quel vestito viola, lungo, con la scollatura quadrata e le maniche a sbuffo ed ho ancora la busta nera con il logo (già, si chiamavano marchi, allora) conservata religiosamente proprio da me che sono una che butta via sempre tutto.
Che ci sia un legame fra Biba e quello che siamo veramente (e che troppo spesso ci saimo dimenticate?)
12 Settembre 2008 a 12:37 am
spiacente… io mi ricordo di te, senza logo… che ci sia un legame???
)
14 Settembre 2008 a 6:46 pm
anche io mi ricordo di un poeta senza loghi e con un grande talento…
Quando torno ci vedremo?????
10 Novembre 2008 a 1:51 am
peccanto che non ho trovato il tuo articolo la forza vasuneddi
13 Dicembre 2008 a 6:14 pm
wowww!!!!!!!!!!!!!! ma sei importantisasima complimenti
gio’
21 Dicembre 2008 a 9:00 pm
…io mi ricordo perfettamente di BIBA…mia sorella mi portò a londra nel autunno del ‘71, lei aveva 19 anni e io 10. Ci passai parecchie ore in quel magazzino e gli oogetti con il marchio di BIBA girarono per parecchi anni in casa…e probabilmente quell’esperienza contribuì alle mie scelte future: sono diventato un grafico pubblicitario e mi occupo di design…ieri ho visto le borse di Coccinelle disegnate da B. H. in una vetrina del centro e oggi sono tornato a comprarne due, una per la mia compagna e una per mia madre…che non voleva che andassimo a Londra nel autunno del ‘71.
16 Febbraio 2009 a 5:33 pm
Era l’anno ‘70 e ricordo gli splendidi abiti e trucchi….tutto era nero e viola.Io comprai un abito cortissimo con le maniche che si legavano ad un dito ma quel che mi manca è l’atmosfera di allora. Beatles e Rolling Stones coloravano le nostre idee.
Dove si trova più un negozio simile???