La dignità del corpo delle donne, i luoghi comuni, la rivoluzione.
14 mag 2011 7 commenti
in donne e donne, la realtà Etichette: corpo delle donne, donne, Loredana Lipperini, Lorella Zanardo
A volte, penso, ci si fa schiavi dei luoghi comuni o delle finte “sovversioni” che poi, alla fine, sono luoghi comuni anch’esse.
Schiavi del buonismo mascherato da equilibrio e della pessima abitudine di mettere le mani avanti: “no, io non sono così… però…”.
E’ facile abbassare la guardia e lasciar correre. La gente è suadente, riesce ad inculcare dubbi; più spesso i valori, anche quelli più fermi, cadono di fronte alla loro (presunta) inutilità epocale, oppure il troppo spirito critico li mina alla radice (qualcosa del genere deve essere successo alla sinistra, per mano di tutti noi saldi nei principi e bravissimi nell’ironia critica senza scampo e senza ri-costruzione).
E poi tutto si ricompone a grande velocità, si rapprende e torna come prima, anzi come adesso. Ovvero senza memoria, un po’ come accade nei film di fantascienza.
E tornano i luoghi comuni, tornano le abitudini, tornano ad avere voce quelli che fino a poco tempo fa nemmeno si aspettavano di poter parlare (e di saperlo fare).
Tornano e sciorinano le loro verità mistificate non tanto dalla volontà delle proprie idee, ma di quella che pian piano è riuscita a colonizzare il loro cervello con l’educazione, con l’emulazione, con il cattivo modo di dare notizie marcandole sempre con un valore o con un’indicazione di giustizia o di verità.
Sono passati solo cinque giorni dall’agguato di Striscia la Notizia a Lorella Zanardo che ha permesso a noi tutti di iniziare una nuova, dura ed efficacissima battaglia-dibattito in rete, ma come se il tempo fosse un’altro, come se ci trovassimo su un’altro pianeta, anche i più insospettabili si sono dimostrati infastiditi da questa presa di posizione.
Forse perchè questa lotta non segue gli schemi convenzionali.
Dal commento più banale: “noi siamo troppo intelligenti per farci fregare da Ricci, spegnete anche voi la TV!” (come se bastasse qualche migliaio di monitor neri per sconfiggere l’infinita volgarità politica ed umana della trasmissione), alle voci di quelli (quelle?) progressisti e curiosi tanto da scusare la gallery fermo immagine sulle coreografie delle veline (che ce le mostrano con le bocche colanti latte assolutamente identiche a quelle pornografiche che colano sperma o con le mani che mimano carezze fra gli inguini e così via) dicendo che si tratta di “porno soft” e premettendo che loro contro questa “forma d’arte”non hanno proprio nulla sempre che non venga trasmessa in una fascia protetta.
Come se il problema si riducesse alla salvaguardia dei minori invece che a quella della dignità del corpo delle donne e dell’intelligenza di tutti gli esseri umani.
Poi c’erano gli spiritosoni che insinuavano che il fastidio del genere femminile di frontealle veline provenisse dalla mancanza di un omologo maschile, cosa che -al di là della sua stupidità intrinseca- dimostra di non saper tenere conto che ci sono differenze naturali fra l’immaginario maschile e quello femminile e che probabilmente bicipiti tartarughe e culo non bastano a definire il sogno erotico di una donna. Di nessuna generazione. Neanche delle veline.
Sì è vero, ci siamo caduti spesso nel generalizzare: “è il loro lavoro”, “è l’immaginario attuale”, “è quello che si merita l’Italia”, oppure “basta non guardarle”. Ma è proprio questa la cosa più triste: non avere più la voglia o la forza di opporsi, di dire di no. E’ triste dare tutto per scontato, far sì che le abitudini che abbiamo assimilato ci lasci ritenere possibile tutto e ci spinga a non curarci più dei nostri bisogni lasciandoci prendere per buoni quelli che ci hanno suggerito dovessimo avere.
Non è più tempo di sperimentare equilibi(smi) innaturali.
E’ tempo di cambiare, forse, come dice Christian Raimo, di “rompere lo schema linguistico altrui nell’azione performativa” o forse, come penso io,e di non credere neanche per un istante a chi dice che le azioni nate in rete, le rivoluzioni ed i sovvertimenti chiamati a raccolta dal web durino poche ore, restando poi vittime della realtà e dei poteri.
Non crediamolo mai.
Mille voci anche solo per qualche giorno hanno il potere eversivo del cambiamento.
E dell’autenticità.





mag 14, 2011 @ 17:38:40
Perorare una giusta causa era e resta una intenzione lodevole, lo fanno le persone sensibili, le persone che dovrebbero essere in la maggioranza in un paese civile, con almeno un minimo di memoria storica. Evidentemente cosi non è,come si rese ben conto anche quell’enorme letterato e scrittore J. Roth. narrando la storia degli ebrei, dei suoi ebrei,che straccioni in patria, arrivano poi a distinguersi, tra orientali (i miserabili ) e occidentali,(quelli che son riusciti ad arrampicarsi su per la ripida scala che porta all’ariosa e panoramica terrazza della grande borghesia.) Ci è poi voluto tutta la persecuzione che conosciamo (?), affinchè quello che avevano disimparato (cioè essere ebrei) tornasse ad essere un sentire comune.Questo fuori tema ,per ricordare che probabilmente è quello che sta succedendo a noi, ma succede ovunque, visto che l’uomo è tale dappertutto (a parte uno che si conosce bene)e le cure non sono molte sicuramente non più alla portata delle attuali mamme, che non riuscendo a dare alle figlie tutto quello vagheggiato nei loro sogni hanno pensato bene di trasformare la futura loro vita in incubo.Io vorrei tanto sbagliarmi, però dal mio scranno, non vedo molte minorenni e non disposte a sfoderare l’obsoleta coscienza per un po più di un piatto di lenticchie. Ma come ho detto, mi vorrei veramente ricredere.(Con affetto, mia intelligente amica virtuale).
mag 14, 2011 @ 18:51:36
Sai, Gianni,
proprio dappertutto così non è. Diciamo che qui cominciano a mancare proprio i fondamenti e dunque è più facile farsi confondere.
Ogni mercoledì incontro un gruppo di ragazzi adolescenti in un centro diurno, sono ragazzi con problemi familiari, molti sono stranieri. Facciamo cose piacevoli ed anche un po’ educative. Le ragazze hanno i loro miti (Hello Kitty, Betty Boop o le eroine delle fiction per adolescenti) ma soprattutto hanno l’abitudine a non fidarsi di quello che non è commerciale, di quello che, per averlo, bisogna fare un po’ di fatica, bisogna scegliere, bisogna apprendere.
In realtà non le ho mai sentite dire che vorrebbero fare le veline, qualcuna, isolata, vuole fare l’attrice… Attorno a loro hanno solo questi esempi e non solamente da parte delle madri o della TV. Li hanno a scuola (dove, ad esempio, alla lezione di educazione sessuale si insegna ad utilizzare un preservativo soltanto alle ragazze), ma soprattutto li hanno nell’asperrima lotta con i loro coetanei terribilmente duri contro il concetto di femminilità, già assordati dai ruoli e dalle dimostrazioni di violenza, insofferenti alla sola parola omosessualità e dispregiativi verso tutte le abilità dimostrate dalle ragazze.
Educare le madri a sostenere i figli maschi nel confronto con il mondo sarebbe già un’inizio.
Per le non minorenni ho una buona notizia: le ventenni o quasi stanno cominciando a cambiare i punti di vista. Finiranno, io credo, per cambiare il mondo.
Spero di vedere quel momento anche assieme a te.
mag 15, 2011 @ 16:04:53
“dicendo che si tratta di “porno soft” e premettendo che loro contro questa “forma d’arte”non hanno proprio nulla sempre che non venga trasmessa in una fascia protetta”
Innanzitutto salve. Nel porno sia hard che soft si vede roba molto più esplicita di qualsiasi stacchetto delle veline, ma sono dell’opinione anch’io che andrebbero trasmessi fuori dalla fascia protetta.
Le eroine dei telefilm per adolescenti? Bè meglio quello delle veline..i telefilm USA anche quelli commerciali sono spesso (non sempre) di buon livello artistico.
Non è commerciale ma personalmente apprezzo Vita segreta di una teen-ager americana in onda su MTV, e pure The big bang theory (che è un po’ più commerciale)..e considero un autentico capolavoro il dramedy Scrubs-medici ai primi ferri (che però si rivolge a un target giovanile un po’ più adulto rispetto agli adolescenti).
Mi colpisce molto che le ragazzine di oggi conoscano Betty Boop, mitico cartoon degli Anni Trenta creato dai fratelli Fleischer..potrebbe essere un’occasione per far loro conoscere Helen Kane la cantante a cui Betty Boop è liberamente ispirata.
Sulla questione Ricci ritengo sia una vergogna l’agguato a Lorella Zanardo. Ricci già dette prova di arroganza anni fa nella sua campagna contro Paolo Bonolis (ex conduttore di Striscia) che allora conduceva Affari Tuoi in Rai e aveva osato superare Striscia la notizia negli ascolti
Con questo non voglio difendere Bonolis (Ciao Darwin faceva abbastanza schifo anche se Il senso della vita mi sembra uno show migliore)..ricordo solo quell’episodio perchè è indicativo di come Ricci si consideri “intoccabile”.
Quanto ad Elena Barolo, io le credo quando dice che non è eterodiretta e ha fatto la sua scelta libera: ha scelto liberamente di fare la squadrista per Antonio Ricci, prendiamone atto e facciamo le nostre valutazioni.
Antonio Ricci aveva due strade davanti a sè: ignorare lorella Zanardo (invece rivestendo le veline ha dimostrato di avere la coda di paglia), .. oppure organizzare un dibattito pubblico con Zanardo, Lerner ecc.. in cui avrebbe spiegato le sue ragioni, se avesse fatto una di queste cose io avrei apprezzato..ha scelto il tipo di risposta peggiore: quella schifezza del Corpo delle donne 2, le denigrazioni, gli attacchi strumentali al gruppo Repubblica-L’Espresso, ora l’agguato in piena notte..che schifo, Ricci si è dimostrato nient’altro che il servo furbo di Berlusconi.
comunque rilancio una proposta di Wu Ming 2: se Ricci vuole essere veramente provocatorio faccia condurre la prossima edizione di Striscia a due comici donna, io vedrei bene Geppi Cucciari e Teresa Mannino..o magari la Cortellesi e la Littizzetto..e al posto delle veline metta due figoni in mutande che fanno stacchetti sexy con le due conduttrici che fanno battute e allusioni sul loro “pacco” (se penso a cosa direbbe Littizzetto già rido).
voglio vedere cosa succede..
Poi Isabella..possono esserci pure donne che apprezzano la “tartaruga” e i bicipiti..perchè negarlo? e bada che parlo contro il mio interesse di uomo etero perchè sono magrolino e come bicipiti ho dei rami secchi.
mag 15, 2011 @ 16:13:42
anche friends e how i met your mother sono bei telefilm ma anche quelli sono più per “giovani adulti” che prettamente per adolescenti
Vabbè, ora la smetto, comunque ho letto che ti occupi di teatro, io ho fatto, come attore, teatro amatoriale nel mio piccolissimo. Auguri per la tua attività artistica
mag 29, 2011 @ 18:33:22
arrivo tardi a risponderti Paolo, scusami.
tre cose:
1) non era lo stacchetto delle veline in movimento il problema. ma i fermo immagine di quegli stacchetti, che poi è quello che rimane a lavorare subliminalmente. inoltre a me non interessa affatto salvagurdare i bambini più degli altri, ma -come ho già detto- mi interesserebbe salvaguardare la dignità e, magari, anche l’etica.
2) betty boop i ragazzi la conoscono perchè è diventato un marchio commerciale. come hallo kitty o emily the strange.
quindi il loro interesse è del tutto legato allo “status” che il personaggio comunica e non ad n reale interesse per l’immagine o per quello che il personaggio scatena nell’immaginario.
3) per quanto riguarda i bicipiti etc. certo può essere che ci siano donne che si fermano a quelli, ma generalmente sono più composite le necessità femminili. voglio dire che non è interscambiabile il detto “tira più un pelo di…. che un carro di buoi”. anche se da che mondo è mondo l’uomo prestante piace, poi magari servono altre qualità per venire incontro ai desideri femminili.
grazie degli in bocca al lupo.
anche a te.
di cuore.
ott 01, 2011 @ 11:43:29
non ricordo fermi immagine, controllero’! ^^
ott 01, 2011 @ 15:58:53
basta cliccare sul link ed ecco apparire come d’incanto la gallery “fermo immagine”, ovvero con dei fotogrammi molto “espressivi”… potenza del web!