Ne vado pazza.
Infedele come un’amante mai paga, immergo gli occhi ed i sensi nell’alchimia di gocce sulla pelle. Gocce sui polsi caldi e vibranti come quelli tesi (le braccia spalancate) nel sublime sopraggiungere del piacere.
Polsi offerti al profumo.
S’insinua nel solco dei seni, si fa strada, in rivoli d’immagini, lungo i nervi tesi del collo, s’abbandona nell’incavo del gomito e, per chi osa, dietro le ginocchia lì dove scorre il colore della vita.
Annuso dieci, cento, mille bottigliette (e magari ce ne fossero ancora!), cristalli prismatici che moltiplicano la luce e riscaldano il liquido dorato, ambrato, a volte azzurrino o violetto, che si trasforma sul corpo in una scia impercettibile, fluida, carezzevole.
Ogni flacone è uno scrigno, un lasciapassare per mondi sconosciuti, un messaggero di ricordi, un principe capace di risvegliare i desideri nascosti ed inconfessati di Rosaspine ammaliate.
Il profumo scopre la mia parte più segreta, i sensi, le necessità inconfessabili, le fantasie prepotenti, malcelate da abiti ed abitudini.
Tolgo il tappo ad una bottiglietta e tutto si schiude in una stanza: letto disfatto, sottoveste di seta nera, sciogliersi di lingue e mani e labbra ancora. Tutto racchiuso in odori che si mischiano, si scindono, si sovrappongono, si cavalcano, si penetrano come corpi assetati l’uno dell’altro in un’armonia di fragranze.
Il profumo rimane incollato alla pelle come il sapore di un amante infernale che abbia cosparso il tuo corpo di tutto il suo desiderio.
E passo dall’uno all’altro come portata da un turbine, apro tutti i flaconi, li spruzzo, li verso, m’incanto, m’inasprisco, mi allontano per poi ritornare; il naso diventa l’intero corpo, l’olfatto si tramuta in gusto, la lingua inconsapevole accarezza le labbra, come quando guardi di nascosto, nella penombra, muoversi l’uomo che ti ha rapita.
Le mani percorrono il collo, scendono ai seni, abbandonano la presa, il desiderio si fa pressante ed ha bisogno di essere soddisfatto ed allora ecco un’altra boccetta ed un’altra ancora che cambia le note di una canzone fatta di sensazioni e del pulsare di muscoli impazziti.
Ogni profumo mi prende, mi avvolge, mi istiga ad essere altro da me, ad offrirmi a passioni esotiche e totali sotto gli sguardi colmi di desiderio, sotto mani incapaci di resistere, con la gola offerta ad onde inarrestabili di profumo.


Il caldo colava lungo l’orizzonte sciogliendo l’aria in rivoli che distorcevano lo sguardo.

