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Profumo

Posted in erotica con i tag , , , , , , on 3 Gennaio 2007 by isabellamoroni

Ne vado pazza.

Infedele come un’amante mai paga, immergo gli occhi ed i sensi nell’alchimia di gocce sulla pelle. Gocce sui polsi caldi e vibranti come quelli tesi (le braccia spalancate) nel sublime sopraggiungere del piacere.

Polsi offerti al profumo.

S’insinua nel solco dei seni, si fa strada, in rivoli d’immagini, lungo i nervi tesi del collo, s’abbandona nell’incavo del gomito e, per chi osa, dietro le ginocchia lì dove scorre il colore della vita.

Annuso dieci, cento, mille bottigliette (e magari ce ne fossero ancora!), cristalli prismatici che moltiplicano la luce e riscaldano il liquido dorato, ambrato, a volte azzurrino o violetto, che si trasforma sul corpo in una scia impercettibile, fluida, carezzevole.

Ogni flacone è uno scrigno, un lasciapassare per mondi sconosciuti, un messaggero di ricordi, un principe capace di risvegliare i desideri nascosti ed inconfessati di Rosaspine ammaliate.

Il profumo scopre la mia parte più segreta, i sensi, le necessità inconfessabili, le fantasie prepotenti, malcelate da abiti ed abitudini.

Tolgo il tappo ad una bottiglietta e tutto si schiude in una stanza: letto disfatto, sottoveste di seta nera, sciogliersi di lingue e mani e labbra ancora. Tutto racchiuso in odori che si mischiano, si scindono, si sovrappongono, si cavalcano, si penetrano come corpi assetati l’uno dell’altro in un’armonia di fragranze.

Il profumo rimane incollato alla pelle come il sapore di un amante infernale che abbia cosparso il tuo corpo di tutto il suo desiderio.

E passo dall’uno all’altro come portata da un turbine, apro tutti i flaconi, li spruzzo, li verso, m’incanto, m’inasprisco, mi allontano per poi ritornare; il naso diventa l’intero corpo, l’olfatto si tramuta in gusto, la lingua inconsapevole accarezza le labbra, come quando guardi di nascosto, nella penombra, muoversi l’uomo che ti ha rapita.

Le mani percorrono  il collo, scendono ai seni, abbandonano la presa, il desiderio si fa pressante ed ha bisogno di essere soddisfatto ed allora ecco un’altra boccetta ed un’altra ancora che cambia le note di una canzone fatta di sensazioni e del pulsare di muscoli impazziti.

Ogni profumo mi prende, mi avvolge, mi istiga ad essere altro da me, ad offrirmi a passioni esotiche e totali sotto gli sguardi colmi di desiderio, sotto mani incapaci di resistere, con la gola offerta ad onde inarrestabili di profumo.

Desiderio

Posted in erotica con i tag , , , , , , , on 2 Febbraio 2006 by isabellamoroni

Sale un calore prezioso e sensuale. Ancora una volta l’India m’afferra con una totale apertura dei sensi.
Mio padre mi ha dato nome Bashona. Desiderio. E di desiderio s’è impregnata tutta la mia vita.
A tredici anni si è già donne qui. E gli sguardi degli uomini si fanno scuri ed intensi e ti cadono attorno come una pioggia di frecce.
“Desiderio, sei bella come la dea Lakshmi!”, “Desiderio, sospira la luna per te!” “Desiderio, desiderio… Bashona!”.

Arrivavano invocazioni sul mio cammino ed io crescevo morbida e carnosa come un fiore di gelsomino, mentre il desiderio s’impadroniva di me un desiderio forte e saporoso come questa mia terra di calore e di profumi che si mescolano al fango ed alle piogge. Come è poi nella vita.
La mia India, creava per me inscindibili legami di sogno.

A volte bastava poco, uno sguardo intenso, uno sfiorarsi che toccava chissà quali corde, ed ero pronta ad innamorarmi di chiunque.
Di Faruq, musulmano, rivale della religione di mio padre, che pure m’appariva pervaso d’un’emozione, un amante infinito; di quella soldatessa dai grandi seni a stento trattenuti dalla divisa di ruvida stoffa che, durante una perquisizione alle porte del tempio di Shiva, mi fece scivolare le mani sui fianchi ed io avrei voluto stingerla, spingerla nell’angolo più buio della sua garitta e continuare a baciarla.
Spesso non avevo voglia di fare l’amore, ma solo di sfiorare, rotolare, accarezzare, provare quel brivido che m’attanagliava il ventre ed il cuore. Il mio corpo diventava un unico ricettacolo di sensi, tutta la pelle era coinvolta in questa armonia.

Faruq mi ha fatto una vera e propria dichiarazione d’amore, stanotte, mi ha chiesto di andare a fare un giro in shikara sotto la luna. Ora lui è sulla veranda. Io mi sciolgo le trecce, lui mi fissa. Mi sembra di esplodere.
Il corpo si apre ai sensi, all’amore, all’accettazione di cose sconosciute. A volte mi fa paura questo mio corpo, quando desidera prendersi tutto, anche quello che non gli è consentito, quando si tende come una corda di equilibrista e mi ordina di toccare, di farmi toccare, squarciare, riempire e possedere, di rispondere sì, sempre sì: prendimi.

In una lotta infinita fra il calore, la vita, lo struggimento di questa natura ricolma di profonda passione. Ed il mondo.

Imperatrice del sogno

Posted in erotica con i tag , , , , on 6 Ottobre 2005 by isabellamoroni

“Cosa devo fare con te? Quando apro una tua mail mi diventa duro…”

“A volte non riesco più neanche a dirti quello che vorrei se fossi lì, quanto vorrei farmi fare qualunque cosa tu voglia…”

Era cominciato così, con e-mail sempre più bollenti nelle quali si raccontavano tutto il loro desiderio impedito dalla distanza, dal timore, dalla quotidianità.

Era cominciato così e tutto sembrava facile.

Aperti e dichiarati sembrava volessero la stessa cosa: un incontro di irrefrenabile passione.

Ognuno s’era fatto dell’altro un immagine precisa.

Lui era il grande maschio, il seduttore, quello che poteva portare ogni donna nel paradiso dei sensi e sicuramente anche in qualsiasi altro paradiso desiderato.

Perchè un uomo così aveva la chiave per arrivare ovunque.
Aveva il dono dell’eccesso e quello dell’equilibrio. La curiosità dell’esploratore e l’orientamento del nocchiero. Aveva il cavallo alato per raggiungere le stelle e la sensibilità dell’innamorato che lenisce ogni male.

Ecco questo era lui nell’immagine che lei aveva composto leggendo fra le righe delle e mail e fra i silenzi delle telefonate risposte di nascosto e a mezza voce.

Lei era la donna ideale: puttana prima di tutto e poi il resto.

Sensibile, materna, santa ed intelligente. Ma soprattutto troia.

Lei sapeva essere aperta ad ogni richiesta, trasgressione e sperimentazione. Sapeva restare in silenzio ed essere una complice perfetta. Sapeva combattere contro il mondo, ma essere una mansueta ascoltatrice delle sue ombrosità.

Ma soprattutto sapeva essere troia.

Quando si incontrarono lei fu come lui si aspettava.

Lui non aveva il dono dell’equilibrio, nè la natura di esploratore. Però scriveva poesie bellissime e frasi dalle quali trapelava una pericolosa inclinazione per il “per sempre”.
Pericolosa per lei, s’intende, che non aspettava altro.

Imperatrice del sogno l’aveva chiamata.

Fu per questo che, dopo i primi incontri, le parve sensato rivelarsi una donna capace di combaciare con quell’uomo meraviglioso che intuiva davanti a sè.

E gli chiese di farla sognare, divenne la sua paladina, l’instancabile risolutrice dei suoi problemi, la bimba disperata che chiedeva aiuto. Parlava fitto fitto cercando di condividere tutte le sue passioni intellettuali e, quel che è peggio, alla fine dimostrò di non essere poi neanche così tanto troia come gli aveva fatto intendere…

Mentre invece lui s’aspettava altro: una donna che non lo contraddicesse, che non lo costringesse a discutere e ad argomentare; che non gli facesse pesare tutta quella sua insopportabile cultura, e che sapesse restare in silenzio ad ascoltare i suoi racconti, i suoi crucci, la sua sfortuna e le sue ubbie.

Ma più di tutto che stesse lì, muta a farsi scopare.

Presto ebbero entrambi la sensazione di aver mancato il bersaglio perchè, invece di mantenere viva la parte di loro che s’erano così ardentemente scambiati, avevano incominciato a svelare i loro difetti ed a far emergere le loro insopportabili virtù.

Già, perchè in una coppia spesso non sono tanto i difetti dell’altro a mettere in crisi, quanto le capacità mai supposte, quelle che alimentano la paura dell’abbandono, i sensi di colpa, il timore dell’inadeguatezza.

Bisogna essere sicuri, coraggiosi ed anche un po’ impertinenti per cogliere al volo le chances che a volte le fatalità della vita ci offrono; coltivare un po’ di repulsione poichè “l’odio è l’ombra dell’amore”, come diceva Freud e non indagare mai troppo a lungo l’enigma che l’altro rappresenta per noi, poiché quel mistero è l’anima dell’altro ed esiste da prima d’un incontro.

E quell’anima lei l’aveva sbadatamente saccheggiata.

Lui, invece, l’aveva intuita. E non voleva altro.

Ah sì. Che fosse davvero troia.

Fa caldo

Posted in erotica con i tag , , , , , , , , on 25 Luglio 2005 by isabellamoroni

Il caldo colava lungo l’orizzonte sciogliendo l’aria in rivoli che distorcevano lo sguardo.
Il caldo del sud penetrava attraverso i vestiti, mentre la noia, che tutto sovrasta, affondava i corpi nel desiderio. Noia del sud, indolente ed assassina e saggia.

Si sdraiò esausta poggiando le gambe sullo schienale del grande divano, il vestito nero a fiori scivolò scoprendole le gambe.
Lui la guardò compiaciuto mentre le mani cercavano gli slip di pizzo bordeaux ed oro che caddero a terra come il vestito. Infine le sollevò il reggiseno liberando i grandi seni che si offrirono alle sue labbra per essere baciati, succhiati, morsi.

Persa in quell’abbraccio, lo raggiunse con le dita, percorrendo il suo petto in una carezza che, partendo dalla punta dalle unghie, proseguì fino a riempirle le mani e poi la lingua che passò lievemente sul torace e sui capezzoli.

Le sue mani scendevano, sempre più stupite, verso ciò che l’attendeva.
Duro immenso, svettante, bollente.
Si inginocchiò davanti a tanta bellezza e lo sfiorò con la bocca; poi ebbe un fremito nel desiderio di accoglierlo.

Fu allora che lui le aperse le gambe, toccandola sempre più profondamente.

Era completamente soggiogata e non desiderava altro che accogliere quel dono stupendo; non chiedeva altro che di essere presa, aperta, sconvolta da quell’uomo così infinitamente sensuale.

Le sollevò le gambe e con un colpo entrò in lei senza alcuno sforzo.
Sentì una sensazione nuova: essere completamente conquistata e si strinse attorno a quell’obelisco di carne.
Avrebbe voluto essere il fodero di una spada per poterlo tenere sempre dentro di sè.

Il caldo li sciolse in rivoli di sudore, la pelle scivolava e sapeva di sale.

Si lasciò andare sotto i suoi colpi mentre tutto attorno si trasformava, tutto andava confondendosi: la stanza, la luce che filtrava dalla persiana semichiusa, il caldo come in una danza, una spirale di gocce di sudore che la trascinava via; lo stomaco che si stringeva, il respiro che si spezzava ed un piacere nuovo… no, non finire piacere immenso, cresci, cresci ancora, non arrivare al culmine.

Poi, come se qualcosa dentro di lei si sganciasse, un fiume, una cascata, un volo si riversò fuori di lei, trasformandola in una corrente infinita.

Avrebbe voluto stringersi attorno al suo corpo, ma lui si staccò chiedendole di fargli sentire la sua bocca.
Lo guardò, sempre più grande, scuro, liscio ed invitante; iniziò ad accarezzargli le cosce possenti, poi risalì con la lingua lungo l’asta, avvolgendola. Infine cominciò a succhiarlo mentre il desiderio di nuovo le saliva lungo i fianchi e lui la istigava con la voce calda e rotta dal piacere.
Sembrava essere su una linea di confine: cominciò a muoversi velocemente accarezzandole le guance ed eccitandosi sempre di più.
Alla fine esplose, un fiotto si sperma caldo e dal sapore delizioso si sparse sulla sua lingua.

Ebbe l’impressione che fosse lui il suo primo, vero uomo.
Aveva voglia di sentirsi una cosa sua, di sottomettersi completamente, come non le era mai successo prima, come non le sarebbe mai più successo, con nessun altro.

Un nido di sorrisi

Posted in erotica con i tag , , , , on 28 Maggio 2005 by isabellamoroni

Arriverà con il suo sguardo profondo ed il suo nastro di cuoio.
Non ti farà male. La sua frusta sa usarla e non è uno scudiscio dal manico d’avorio.
E’ solo un laccio di cuoio capace di legare corpi e cuori.
Per lui non dovrai essere santa, né vittima per un altare.
Dovrai essere femmina, dispensatrice di piacere, donna di terra, d’avventura, di gioco.
Per lui dovrai anche saper godere e mai soffrire per apparire più bella.
Lui non vuole dipingerti striata di viola.
Lui ti vuole e basta.

Vuole entrare in te, raccogliersi nel tuo calore, macchiarti della sua virilità che si scioglie nell’abbraccio delle sue reni possenti e tu lo desideri ancora di più perché è lui a fissare le regole di questo gioco.
Ti piace perché è forte ed è bello, perché non ha paura, perché non conosce i perché.
Ma ti piace anche per la sua voce che si spezza quando ti viene vicino, per quella lingua che ti pugnala dolcemente la bocca portandoti ad un’estasi mai provata.

Ti piace perché sa parlare col mondo e sa viverlo, sa amare qualcosa e qualcuno, a volte, come se stesso.
Chiamalo, verrà a prenderti per la vita con il suo laccio, ti attirerà verso il suo corpo sul quale sentirai nascere il desiderio di passare, lieve, con le tue labbra morbide.
Lo vorrai sentire dentro di te in tutta la sua potenza per cento e cento volte ancora.
Vorrai annullarti in lui, essere pronta a serrare le cosce attorno ai suoi fianchi.

Come fosse in un nido di sorrisi.